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	<title>Migliori Pizzerie Di Napoli</title>
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	<description>Migliori Pizzerie Di Napoli</description>
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		<title>Pizza mani pulite per i 20 anni di Tangentopoli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[È una margherita un po&#8217; speciale: ha, come tutte le altre, la salsa, le foglie di basilico e la mozzarella. Quest&#8217;ultima però, non viene cotta al forno ma aggiunta subito dopo. Fin qui, si direbbe, tutto normale. Ma la differenza tra una normale margherita e la pizza «Mani Pulite» sta invece nel modo in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1670" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="Pizza Mani Pulite - pizzerie di napoli" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2012/02/elenco_105473-300x168.jpg" alt="Pizza Mani Pulite - pizzerie di napoli" width="300" height="168" />È una margherita un po&#8217; speciale: ha, come tutte le altre, la salsa, le foglie di basilico e la mozzarella. Quest&#8217;ultima però, non viene cotta al forno ma aggiunta subito dopo.<br />
 Fin qui, si direbbe, tutto normale. Ma la differenza tra una normale margherita e la pizza «Mani Pulite» sta invece nel modo in cui la mozzarella viene tagliata ed aggiunta sulla pizza.<span id="more-1669"></span><br />
Il suo inventore, il pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, l&#8217;ha tagliata in modo da disegnare un paio di manette e la scritta «20 Mani Pulite».</p>
<p>Il motivo? Il ventennale dell&#8217;inchiesta giudiziaria che ha cambiato la recente storia d&#8217;Italia, che ha svelato i misfatti della vecchia classe politica italiana, smascherando le corruzioni e le concussioni dei politici targati Dc, Psi e Pci del Nord come del Sud Italia.<br />
<br />
E oggi, secondo il creatore della pizza «Mani Pulite», c&#8217;è bisogno di una nuova inchiesta giudiziaria come quella che vent&#8217;anni fa mise in piedi il pool di magistrati formato da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. «Mentre la esponevamo &#8211; racconta Sorbillo &#8211; alcuni cittadini ci hanno fermato per strada mostrandoci le famose monetine che furono lanciate dalla folla infuriata contro l&#8217; allora leader del Psi Bettino Craxi. Sta montando un nuovo moto di indignazione popolare contro la corruzione e le ruberie dei politici soprattutto quelli locali».<br />
Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/</p>
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		<title>Chiacchiere di Carnevale</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti - 400 gr. farina  80 gr. zucchero - 3 uova - 50 gr. burro - 2-3 cucchiaio acquavite o liquore all&#8217;anice - 1 pizzico sale &#124; zucchero a velo &#124; olio per friggere Le chiacchiere, note anche come cenci, frappe, bugie, cioffe, fiocchetti e qualche altro simpatico nome, sono i classici dolci di Carnevale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft  wp-image-1662" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="chiacchiere napoletane" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2012/02/chiacchiere-napoletane-300x199.jpg" alt="chiacchiere napoletane" width="210" height="139" /><strong>Ingredienti</strong><br />
- 400 gr. farina  80 gr. zucchero<br />
- 3 uova<br />
- 50 gr. burro<br />
- 2-3 cucchiaio acquavite o liquore all&#8217;anice<br />
- 1 pizzico sale | zucchero a velo | olio per friggere<br />
<span id="more-1661"></span></p>
<p>Le chiacchiere, note anche come cenci, frappe, bugie, cioffe, fiocchetti e qualche altro simpatico nome, sono i classici dolci di Carnevale, che prendono il nome di chiacchiere, in questo caso specifico, in Campania. Hanno la forma di strisce, che a seconda delle tradizioni familiari e regionali, vengono poi intagliate, annodate, lasciate lisce e spesso queste strisce vengono ricavate, dal semplicissimo impasto di farina, uova e zucchero, con l&#8217;apposita rotellina ondulata, che le rende ancora più caratteristiche.<br />
<br />
La tradizione di questi dolci arriva probabilmente dai Romani, che preparavano questi dolci fritti del grasso di maiale nel periodo in cui non adesso festeggiamo il Carnevale. Le chiacchiere vengono prevalentemente fritte infatti, ma possono anche essere cotte al forno.<br />
Esistono tanti modi per accompagnarle, sicuramente vengono spolverate con lo zucchero a velo, poi possono essere mangiate con il miele, il cioccolato, con il mascarpone montato con lo zucchero e in Campania con il Sanguinaccio, di cui domani scopriremo la ricetta!</p>
<p>Preparazione.<br />
1 &#8211; Disporre la farina a fontana sul tavolo e al centro porvi lo zucchero, 1 uovo intero e 2 tuorli, il sale, il burro sciolto e l&#8217;acqua vite (o il liquore all&#8217;anice).<br />
2 &#8211; Lavorare bene la pasta, formare una sfera, coprirla e lasciarla riposare per 30 minuti. Formare una sfoglia sottile con il matterello, poi con un coltello, o con l&#8217;apposita rotella, ricavare delle strisce sottili.<br />
3 &#8211; Praticare in ogni striscia qualche incisione per infilarvi la pasta e ottenere varie forme, oppure annodarle. Far friggere le chiacchiere nell&#8217;olio in piccole quantità, farle scolare bene e infine passarle nello zucchero a velo.</p>
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		<title>Torna a Sorrento il campione di pizza acrobatica De Gregorio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanni De Gregorio uno dei primi campioni di pizza acrobatica della penisola sorrentina e della Campania originario di Massa Lubrense torna a Sorrento. Un locale, Johnny Pizza di fronte Piazza Lauro, frequentatissimo dai giovani.. &#8220;Sono stato in Calabria per diversi anni dopo aver lasciato la pizzeria a Monticchio, ma mi mancava troppo la mia terra..!&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1610 alignleft" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="newTorna_A_Sorrento_Il_Campione_Di_Pizza_Acrobatica_De_Gregorio_Di_Massa_Lubrense" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2012/01/newTorna_A_Sorrento_Il_Campione_Di_Pizza_Acrobatica_De_Gregorio_Di_Massa_Lubrense.jpg" alt="" width="250" height="187" />Giovanni De Gregorio uno dei primi campioni di pizza acrobatica della penisola sorrentina e della Campania originario di Massa Lubrense torna a Sorrento. Un locale, Johnny Pizza di fronte Piazza Lauro, frequentatissimo dai giovani.. &#8220;Sono stato in Calabria per diversi anni dopo aver lasciato la pizzeria a Monticchio, ma mi mancava troppo la mia terra..!&#8221;</p>
<p>&nbsp;<br />
<span id="more-1609"></span><br />
Buona la pizza, buono l&#8217;ambiente giovanile e dinamico.. Complimenti Giovanni<br />
<br />
Fonte: http://www.positanonews.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Premiate dieci pizzerie, la tradizione è centenaria</title>
		<link>http://www.pizzerienapoli.org/premiate-dieci-pizzerie-la-tradizione-e-centenaria/</link>
		<comments>http://www.pizzerienapoli.org/premiate-dieci-pizzerie-la-tradizione-e-centenaria/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 15:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Premiate dieci pizzerie]]></category>

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		<description><![CDATA[ Scopri quali pizzerie napoletane sono state premiate. &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Da Michele Antica Pizzeria. Via Cesare Sersale, 1 (angolo Pietro Coletta). Chiuso la domenica, prezzo da 5 a 15 euro, tel. 081 553 9204. Di Matteo. Via Tribunali, 94. Chiuso la domenica, prezzo da 5 a 15 euro, tel. 081 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1147 alignleft" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="298153_2314191986923_1613134249_2308424_1194585772_n" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2011/10/298153_2314191986923_1613134249_2308424_1194585772_n.jpg" alt="" width="201" height="180" /> Scopri quali pizzerie napoletane sono state premiate.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span id="more-1146"></span>&nbsp;</p>
<p><strong>Da Michele Antica Pizzeria</strong>. Via Cesare Sersale, 1 (angolo Pietro Coletta). Chiuso la domenica, prezzo da 5 a 15 euro, tel. 081 553 9204.<br />
<strong>Di Matteo.</strong> Via Tribunali, 94. Chiuso la domenica, prezzo da 5 a 15 euro, tel. 081 455 262.<br />
<br />
<strong>Di Napoli.</strong> Via Marc&#8217;Antonio, 21. Chiuso martedì, prezzo da 10 a 20 euro.<br />
<strong>Gorizia</strong>. Via Bernini, 29. Sempre aperto, prezzo da 10 a 30 euro, tel. 081 578 2248.<br />
<strong>Il Pizzaiolo del Presidente</strong>. Via Tribunali 120. Sempre aperto, prezzo da 10 a 20 euro, tel. 081 210 903.<br />
<strong>La Masardona.</strong> Via Giulio Cesare, 27. Aperto sempre, il sabato dalle 18,30; prezzo da 5 a 10 euro, tel. 081 281 057.<br />
<strong>La Notizi</strong>a. Via Caravaggio, 53 e 94/A. Aperto solo la sera, prezzo da 10 a 20 euro. tel. 081 714 2155.<br />
<strong>Sorbillo.</strong> Via Tribunali 32. Chiuso la domenica, prezzo da 10 a 20 euro, tel. 081 446 643.<br />
<strong>Starita.</strong> Via Materdei, 27. Sempre aperto, prezzo da 10 a 20 euro, te. 081 557 3682.<br />
<strong>Umberto</strong>. Via Alabardieri, 30. Chiuso il lunedì, prezzo da 15 a 20 euro, tel. 081 418 555.</p>
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		<title>Struffoli</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 14:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[Struffoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti Farina 600 gr , - Uova 4 + 1 tuorlo, - zucchero 2 cucchiai , - burro 80 gr (una volta si usava lo strutto: 25 gr.) - 1 bicchierino di limoncello o rum, - Scorza di mezzo limone grattuggiata - Sale un pizzico - olio (o strutto) per friggere Per condire e decorare: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/12/struffoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1082" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="struffoli" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/12/struffoli-300x224.jpg" alt="" width="236" height="176" /></a><strong>Ingredienti</strong><br />
Farina 600 gr ,<br />
- Uova 4 + 1 tuorlo,<br />
- zucchero 2 cucchiai ,<br />
- burro 80 gr (una volta si usava lo strutto: 25 gr.)<br />
- 1 bicchierino di limoncello o rum,<br />
- Scorza di mezzo limone grattuggiata<br />
- Sale un pizzico<br />
- olio (o strutto) per friggere<span id="more-1081"></span></p>
<p><strong>Per condire e decorare:</strong><br />
-Miele 400 gr ,<br />
-confettini colorati (a Napoli si chiamano &#8220;diavulilli&#8221;)<br />
-confettini cannellini (confettini che all&#8217;interno contengono aromi alla cannella)</p>
<p>-100 gr di arancia candita, 100 gr di cedro candito, 50 gr di zucca candita (si trova solo a Napoli: si chiama &#8220;cucuzzata&#8221;)<br />
Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro, impastatela con uova, burro, zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone,un bicchierino di rum e un pò di sale. Ottenuto un amalgama omogeneo e sostenuto, dategli la forma di una palla e fatelo riposare mezz&#8217;ora. Poi lavoratela ancora brevemente e dividetela in pallottole grandi come arance, da cui ricavare, rullandoli sul piano infarinato, tanti bastoncelli spessi un dito; tagliateli a tocchettini che disporrete senza sovrapporli su un telo infarinato.<br />
Al momento di friggerli, porli in un setaccio e scuoterli in modo da eliminare la farina in eccesso.<br />
<br />
Friggeteli pochi alla volta in abbondante olio bollente: prelevateli gonfi e dorati, non particolarmente coloriti. Sgocciolateli e depositateli ad asciugare su carta assorbente da cucina.<br />
Fate liquefare il miele a bagnomaria in una pentola abbastanza capiente, toglitela dal fuoco e unite gli struffoli fritti, rimescolando delicatamente fino a quando non si siano bene impregnati di miele. Versare quindi la metà circa dei confettini e della frutta candita tagliata a pezzettini e rimescolare di nuovo.<br />
Prendete quindi il piatto di portata, mettetevi al centro un barattolo di vetro vuoto (serve per facilitare la formazione del buco centrale) e disponete gli struffoli tutt&#8217;intorno a questo in modo da formare una ciambella. Poi, a miele ancora caldo, prendete i confettini e la frutta candita restanti e spargetela sugli struffoli in modo da cercare di ottenere un effetto esteticamente gradevole.<br />
Quando il miele si sarà solidificato, togliete delicatamente il barattolo dal centro del piatto e servite gli struffoli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Torrone morbido napoletano</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 11:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Torrone morbido napoletano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti 200g di cioccolato fondente da copertura 200g di cioccolato bianco di buona qualità 400g di nutella 250g di nocciole tostate (potete utilizzare anche il cioccolato con le nocciole direttamente) Stampo da plum cake da un kg abbastanza corto e alto &#160; &#160; &#160; &#160; Facciamo fondere a bagnomaria il cioccolato fondente, foderiamo con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1038" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="torrone_napoletano" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/11/torrone_napoletano-249x300.jpg" alt="Torrone Napoletano" width="191" height="231" /><strong>Ingredienti</strong><br />
200g di cioccolato fondente da copertura<br />
200g di cioccolato bianco di buona qualità<br />
400g di nutella<br />
250g di nocciole tostate (potete utilizzare anche il cioccolato con le nocciole direttamente)<br />
Stampo da plum cake da un kg abbastanza corto e alto<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<span id="more-1037"></span></p>
<p>Facciamo fondere a bagnomaria il <strong>cioccolato fondente</strong>, foderiamo con il cioccolato lo stampo il più omogeneamente possibile, ruotando man mano lo stampo tra le mani(va benissimo anche uno stampo in alluminio oppure un classico stampo da plum cake)facendolo aderire bene alle pareti poi poi lo mettiamo qualche minuto in frigo per farlo indurire mettiamo il cioccolato bianco a fondere e aggiungiamo la nutella e le nocciole che avremo precedentemente diviso a metà facendo raffreddare un pò il composto affinchè non fonda il cioccolato della base.<br />
<br />
Quindi aggiungiamo la crema e lasciamolo in frigo almeno un paio d’ore a solidificare dopo di che si taglia in fette.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La pizza diventa sempre più cara</title>
		<link>http://www.pizzerienapoli.org/la-pizza-diventa-sempre-piu-cara/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 18:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cara]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>

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		<description><![CDATA[Indagine Adoc sul mondo della pizza, prodotto amatissimo dai consumatori italiani e stranieri. Un amore che, purtroppo, costa caro. Difatti, un menu medio composto da una pizza, un fritto e una birra costa 13,30 euro, il 5,1% in più dello scorso anno. “Nell’ultimo anno mangiare in pizzeria è diventato più costoso, in media, del 5,1% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/10/pizza-doro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1031" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="pizza d'oro" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/10/pizza-doro-300x201.jpg" alt="" width="284" height="190" /></a>Indagine Adoc sul mondo della pizza, prodotto amatissimo dai consumatori italiani e stranieri. Un amore che, purtroppo, costa caro. Difatti, un menu medio composto da una pizza, un fritto e una birra costa 13,30 euro, il 5,1% in più dello scorso anno.<br />
“Nell’ultimo anno mangiare in pizzeria è diventato più costoso, in media, del 5,1% – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – per un menu composto<br />
<span id="more-1029"></span></p>
<p>da una pizza, un fritto e una birra si spendono difatti 13,30 euro contro i 12,65 euro dello scorso anno.<br />
Non è tanto la pizza a registrare i rincari maggiori, dato che in media il prezzo è cresciuto dell’1,5%, quanto i fritti e la birra. Tra i fritti, a farla da padrone è il fiore di zucca, il cui costo medio è aumentato di 25 centesimi, il 20% in più del 2009. Anche il filetto di baccalà (+13,6%), le patatine fritte (+12,9%) e il supplì (+10%) segnano rincari record. Per quanto riguarda le birre, il prezzo medio è cresciuto dell’8%, una chiara media costo il 6,3% in più dello scorso anno, attestandosi sui 5 euro, mentre una birra nazionale in bottiglia ha subito un aumento dell’8,3%. Ma il dato più preoccupante è il confronto con il 2001. Dall’introduzione dell’euro ad oggi il costo di una margherita è più che raddoppiato, dieci anni fa costava appena 2,60 euro, contro i 5,30 attuali. Una birra chiara media è aumentata del 49,2%, un supplì addirittura del 115,6%. Una mazzata che penalizza duramente soprattutto i giovani e le famiglie a medio-basso reddito, che puntano sulla classica accoppiata “fritti e pizza” per uscire qualche sera l’anno. Certo è che sta diventando proibitivo spendere più di 13 euro solo per una semplice margherita, una birra e un fritto. Ma, nonostante i rincari, le pizzerie stanno resistendo all’impatto della crisi, tanto che, insieme ai pub, hanno segnato un aumento della clientela pari al 2%. In controtendenza con l’afflusso di clientela nei ristoranti classici”.<br />
<br />
Per l’Adoc, infatti, l’aumento dei prezzi ha portato ad una riduzione dei consumi nel settore della ristorazione, ma le pizzerie, trainate anche dal turismo, registrano una crescita della clientela. “Le pizzerie vedono incrementate del 2% le presenze, grazie ai prezzi più vantaggiosi rispetto alle alternative e al flusso dei turisti – continua Pileri – risentendo meno della crisi dei consumi che ha colpito la ristorazione. Al contrario, gli avventori di un ristorante di media qualità sono diminuiti del 25%, di un ristorante etnico del 17%. Una diminuzione che interessa sia i ristoranti rimasti aperti nelle città d’arte come Roma, Firenze e Venezia, che quelli siti nelle località balneari. Colpiti soprattutto i locali siti all’interno della zona ZTL, che spinge la clientela a rivolgersi verso la periferia, con danno per i centri storici, sia dal punto di vista economico che culturale, che per i ristoratori. Crediamo che per rilanciare i ristoranti occorra intervenire anche sui buoni pasto. E’ necessario alzare la soglia dell’esenzione fiscale e contributiva, ferma a 5,29 euro da ormai 15 anni, adeguandola al costo della vita. Negli altri Paesi europei l’adeguamento è già stato realizzato: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. Con un buono pasto oggi non si riesce a comprare neanche un pasto completo, bastano appena per un tramezzino e un succo di frutta. Inoltre la scadenza al 31 dicembre dell’anno di emissione andrebbe eliminata. Secondo le nostre stime circa il 10% dei buoni pasto in circolazione non viene utilizzato perché scaduto, comportando la perdita per il possessore del buono del 15% del suo valore, pari a circa 200 euro e un guadagno, ingiusto, per i gestori, pari a circa 150 milioni di euro complessivi. Per questo proponiamo l’eliminazione della scadenza, come già fatto per le carte telefoniche prepagate”.</p>
<p>Secondo Adoc altro fenomeno in crescita è l’“happy hour”, una mini-cena low cost al prezzo medio di 7,75 euro. “L’happy hour ha conquistato il 70% dei giovani sotto i trent’anni – continua Pileri – e segna un crescente interesse da parte di famiglie e pensionati, al ritmo del 2% l’anno, che nell’aperitivo vedono la possibilità di risparmiare considerevolmente sul costo della cena. Difatti, con prezzi che vanno dai 3,50 ai 12 euro, è possibile passare una serata piacevole e low cost. Anche se, come risulta dai nostri dati, anche in questo settore il caro prezzi segna dazio. In un anno il costo è aumentato del 19,2%. Inoltre bisogna porre  attenzione alla qualità. Spesso spendere poco non si traduce in spendere meglio, a volte può capitare che gli assaggini e i prodotti alimentari siano il riciclo dell’invenduto della giornata”.</p>
<p><strong>MENU PIZZA  2010</strong></p>
<table style="width: 547px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>PRODOTTO</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2009</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2010</strong></td>
<td valign="top"><strong>Diff.% 2009-10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Margherita</strong></td>
<td valign="top">5,20 €</td>
<td valign="top">5,30 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,9%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Rossa</strong></td>
<td valign="top">3,90 €</td>
<td valign="top">4,00 €</td>
<td valign="top"><strong>+2,5%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Marinara</strong></td>
<td valign="top">4,35 €</td>
<td valign="top">4,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+4,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Napoli</strong></td>
<td valign="top">5,20 €</td>
<td valign="top">5,30 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,9%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Salsiccia</strong></td>
<td valign="top">5,40 €</td>
<td valign="top">5,40 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Patate</strong></td>
<td valign="top">5,50 €</td>
<td valign="top">5,70 €</td>
<td valign="top"><strong>+3,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Ortolana</strong></td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Tonno e cipolla</strong></td>
<td valign="top">6,30 €</td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+3,1%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Salmone</strong></td>
<td valign="top">7,90 €</td>
<td valign="top">8,00 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,2%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Boscaiola</strong></td>
<td valign="top">6,40 €</td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,5%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>4 formaggi</strong></td>
<td valign="top">6,30 €</td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+3,1%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Capricciosa</strong></td>
<td valign="top">6,20 €</td>
<td valign="top">6,30 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>4 stagioni</strong></td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top">6,50 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Diavola</strong></td>
<td valign="top">6,30 €</td>
<td valign="top">6,30 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Rucola, bresaola e grana</strong></td>
<td valign="top">7,90 €</td>
<td valign="top">8,00 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,2%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Bufala e pachino</strong></td>
<td valign="top">8,50 €</td>
<td valign="top">8,50 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Funghi Porcini</strong></td>
<td valign="top">7,60 €</td>
<td valign="top">7,80 €</td>
<td valign="top"><strong>+2,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Prosciutto e funghi</strong></td>
<td valign="top">6,70 €</td>
<td valign="top">6,80 €</td>
<td valign="top"><strong>+1,4%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Calzone</strong></td>
<td valign="top">6,00 €</td>
<td valign="top">6,00 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Focaccia</strong></td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>TOTALE MEDIA</strong></td>
<td valign="top"><strong>6,10 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>6,20 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>+1,5%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="width: 548px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>PRODOTTO</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2009</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2010</strong></td>
<td valign="top"><strong>Diff.% 2009-10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Supplì</strong></td>
<td valign="top">1,00 €</td>
<td valign="top">1,10 €</td>
<td valign="top"><strong>+10%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Crocchetta di patate</strong></td>
<td valign="top">1,05 €</td>
<td valign="top">1,10 €</td>
<td valign="top"><strong>+4,7%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Chele di granchio</strong></td>
<td valign="top">3,30 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Olive ascolane</strong></td>
<td valign="top">3,20 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+9,3%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Mozzarelline</strong></td>
<td valign="top">2,50 €</td>
<td valign="top">2,50 €</td>
<td valign="top"><strong>=</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Fiore di zucca</strong></td>
<td valign="top">1,25 €</td>
<td valign="top">1,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+20%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Patatine Fritte</strong></td>
<td valign="top">3,10 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+12,9%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Filetto di baccalà</strong></td>
<td valign="top">2,20 €</td>
<td valign="top">2,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+13,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>TOTALE MEDIA</strong></td>
<td valign="top"><strong>2,20 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>2,40 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>+9%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="width: 548px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>PRODOTTO</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2009</strong></td>
<td valign="top"><strong>Prezzo 2010</strong></td>
<td valign="top"><strong>Diff.2009-10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra alla spina piccola</strong></td>
<td valign="top">3,30 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra alla spina media</strong></td>
<td valign="top">4,70 €</td>
<td valign="top">5,00 €</td>
<td valign="top"><strong>+6,3%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra doppio malto piccola</strong></td>
<td valign="top">4,30 €</td>
<td valign="top">4,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+4,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra doppio malto media</strong></td>
<td valign="top">5,70 €</td>
<td valign="top">5,90 €</td>
<td valign="top"><strong>+3,5%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra in bottiglia nazionale</strong></td>
<td valign="top">3,60 €</td>
<td valign="top">3,90 €</td>
<td valign="top"><strong>+8,3%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra in bottiglia estera</strong></td>
<td valign="top">5,10 €</td>
<td valign="top">5,30 €</td>
<td valign="top"><strong>+3,9%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>TOTALE MEDIA</strong></td>
<td valign="top"><strong>4,35 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>4,70 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>+8%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><br />
HAPPY HOUR</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"><strong>2009</strong></td>
<td valign="top"><strong>2010</strong></td>
<td valign="top"><strong>Diff.% 2009-10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Prezzo minimo</strong></td>
<td valign="top">3 €</td>
<td valign="top">3,50 €</td>
<td valign="top"><strong>+16,6%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Prezzo massimo</strong></td>
<td valign="top">10 €</td>
<td valign="top">12 €</td>
<td valign="top"><strong>+20%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Media</strong></td>
<td valign="top"><strong>6,50 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>7,75 €</strong></td>
<td valign="top"><strong>+19,2%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>PRODOTTI</strong></td>
<td valign="top"><strong>PREZZI 2001</strong></td>
<td valign="top"><strong>PREZZI 2010</strong></td>
<td valign="top"><strong>DIFF. %</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Pizza Margherita</strong></td>
<td valign="top">5.000 Lire (2,60 €)</td>
<td valign="top">5,30 €</td>
<td valign="top"><strong><em>+ 103,8 %</em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Birra chiara media</strong></td>
<td valign="top">6.500 Lire (3,35 €)</td>
<td valign="top">5,00 €</td>
<td valign="top"><strong><em>+ 49,2 %</em></strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Supplì</strong></td>
<td valign="top">1.000 Lire (0,51 €)</td>
<td valign="top">1,10 €</td>
<td valign="top"><strong><em>+ 115,6 %</em></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Graffe Napoletane (Zeppole Fritte)</title>
		<link>http://www.pizzerienapoli.org/graffe-napoletane-zeppole-fritte/</link>
		<comments>http://www.pizzerienapoli.org/graffe-napoletane-zeppole-fritte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 10:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[graffe napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[zeppole fritte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti 100 gr – zucchero semolato 500gr – farina 500gr – patate 35 gr – lievito di birra 100 gr – olio d’oliva 4 – uova olio di mais per friggere Come preparare direttamente a casa le graffe, il dolce napoletano a base di patate a forma di ciambella  spolverata di zucchero. Il nome graffa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/10/graffe1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1026" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="graffe" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/10/graffe1-300x212.jpg" alt="" width="178" height="212" /></a><strong>Ingredienti</strong><br />
100 gr – zucchero semolato<br />
500gr – farina<br />
500gr – patate<br />
35 gr – lievito di birra<br />
100 gr – olio d’oliva<br />
4 – uova<br />
olio di mais per friggere</p>
<p><span id="more-1015"></span></p>
<p>Come preparare direttamente a casa le <strong>graffe</strong>, il dolce napoletano a base di patate a forma di ciambella  spolverata di zucchero. Il nome graffa deriva da<strong> krapfen</strong>, e in effetti i dolci sono molto simili.<br />
<br />
Per la preparazione procurarsi uno schiaccia patate, una pentola molto capiente per bollire le patate, una padella molto grande per friggere il dolce e una superficie liscia per impastare.</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>Prendere <strong>100 gr di farina </strong>e impastarla con il <strong>lievito</strong> sciolto in poca acqua tiepida; impastare fino a formare una pagnottina. Lasciarla lievitare per almeno un’ora in un luogo tiepido.</p>
<p>Lessare le <strong>patate</strong> per<strong> 30 min</strong> a fiamma viva dopodichè pelarle e pasarle nello schiaccia patate e lasciarle sfreddare.</p>
<p>Su una superficie liscia, disporre la farina rimanente a forma di vulcano (con il buco al centro) con il passato di patate e mettere al centro la pagnottina ormai lievitata. Unire l’<strong>olio</strong>, i due <strong>tuorli</strong>, due <strong>uova</strong> intere lo<strong> zucchero</strong> e un pizzico di<strong> sale</strong>.</p>
<p>Lavorare l’impasto vigorosamente, sbattendolo, avvolgendolo, tirandolo, fino a formare un composto compatto e non appicicoso. Aggiungere pizzichi di farina nel caso fosse troppo molle. Formare una pagnotta e lasciarla riposare in un luogo tiepido per circa un’ora.</p>
<p>Cospargere il piano di farina e staccare dei pezzi di pagnotta uguali; arrotolarli sul piano fino a formare delle ciambelle dello spessore di tre centimetri congiungendo le due estremità facendo pressione con le dita.</p>
<p>Sistemare le ciambelle su una tovaglia cosparsa di farina, coprirle con un panno di lana e lasciarle lievitare per un’altra ora.</p>
<p>Prendere la padella e mettere dell’<strong>olio di mais </strong>molto abbondante e riscaldare a fiamma media. Mettere un pezzettino di pasta all’interno e quando inizierà a sfrigolare, mettere la ciambella e farla imbiondire su entrambi i lati facendo attenzione a non far assumere un colorito marrone.</p>
<p>Prendere le ciambelle fritte e metterle sulla carta assorbente per poi spolverarle con lo zucchero.</p>
<p>Appena si saranno sfreddate,<strong> </strong>le graffe saranno pronte per essere gustate.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cartelli anti-Brunetta nelle pizzerie di Napoli</title>
		<link>http://www.pizzerienapoli.org/cartelli-anti-brunetta-nelle-pizzerie-di-napoli/</link>
		<comments>http://www.pizzerienapoli.org/cartelli-anti-brunetta-nelle-pizzerie-di-napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 15:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[cartelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzerie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ministro indegno, Napoli alza la testa&#8221;, &#8220;Basta con le analisi, vogliamo soluzioni&#8221;. Questi alcuni dei cartelli esposti oggi nella pizzeria Sorbillo, una delle più antiche del centro di Napoli, in occasione della protesta contro il ministro per la pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta che nei giorni scorsi aveva definito Napoli e Caserta &#8220;un cancro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-997" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="brunetta" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/09/brunetta-255x300.jpg" alt="" width="184" height="217" />Ministro indegno, Napoli alza la testa&#8221;, &#8220;Basta con le analisi, vogliamo soluzioni&#8221;. Questi alcuni dei cartelli esposti oggi nella pizzeria Sorbillo, una delle più antiche del centro di Napoli, in occasione della protesta contro il ministro per la pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta che nei giorni scorsi aveva definito Napoli e Caserta &#8220;un cancro per l&#8217;Italia&#8221;. La protesta è stata organizzata dall&#8217;ex assessore provinciale di Napoli e attuale commissario dei Verdi in Campania Francesco Emilio Borrelli che ha coinvolto la storica pizzeria napoletana, all&#8217;esterno della quale era già appeso da alcuni mesi un cartello che specificava come i &#8220;clienti leghisti non sono graditi&#8221;.<br />
<span id="more-996"></span></p>
<p>Da oggi il cartello è stato aggiornato e recita: &#8220;In questo locale non sono graditi i leghisti e il ministro Brunetta&#8221;. Niente pizza, quindi, anche per il ministro.<br />
Gli organizzatori dell&#8217;iniziativa hanno anche preparato una lista di &#8220;indesiderati&#8221; all&#8217;ombra del Vesuvio, che comprende &#8220;Bossi &#8211; elenca Borrelli &#8211; Brunetta, Calderoli, Salvini, Borghezio, Rai2, La Padania, Maroni, Lettieri e la Camorra&#8221;. &#8220;Siamo stanchi &#8211; spiega Borrelli &#8211; di questi attacchi gratuiti, non abbiamo bisogno che ci parlino dei problemi di Napoli, è ora che propongano e mettano in atto delle soluzioni&#8221;. Borrelli ha definito il ministro &#8220;curt&#8217; e male incavato, che in napoletano &#8211; spiega l&#8217;esponente dei Verdi &#8211; significa basso di statura e cattivo&#8221;. &#8220;Definire due città come cancro dell&#8217;Italia non ha senso. Il governo dovrebbe fare qualcosa contro i veri mali di Napoli che sono la criminalità e lo scarso senso civico. Avrebbe avuto senso se Brunetta avesse detto che la pubblica amministrazione di Napoli non funziona e poi avesse fatto qualcosa per migliorarla&#8221;.<br />
<br />
Critico anche Gino Sorbillo, titolare della pizzeria in via dei Tribunali: &#8220;Ci sentiamo offesi come napoletani e come lavoratori. Affermazioni del genere aizzano solo il razzismo&#8221;. Sorbillo ha raccontato che &#8220;da quando ho esposto il cartello contro i leghisti molti clienti del nord sono venuti a mangiare qui, esprimendoci solidarietà. Ho anche ricevuto una telefonata da due turisti di Brescia che mi hanno chiesto se potevano ugualmente venire a mangiare da noi: ma qui non si discrimina nessuno, solo non vogliamo chi non stima i napoletani&#8221;. In occasione della protesta il marchio Napolimania ha prodotto una maglietta con la scritta: &#8220;Il vino buono sta nella botte piccola (Renato Brunetta), sì ma non nel tappo&#8221;. Parte del ricavato della vendita delle t-shirt sarà donato per la ricerca contro il cancro che, spiega il titolare del marchio Enrico Duracco, &#8220;il ministro Brunetta ha vigliaccamente offeso mostrando tutta la sua disumanità&#8221;. Presentato anche il pastore del presepe, realizzato dal maestro Ferrigno, che raffigura Brunetta con una pizza in mano. Domani dalle ore 16, in via Scarlatti, nel quartiere Vomero, Borrelli lancerà una raccolta di firme per chiedere le dimissioni del ministro.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I pizzaioli egiziani rubano il mestiere agli italiani&#8230; tranne che a Napoli!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 17:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>RafMorra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizza egiziana]]></category>
		<category><![CDATA[pizzaioli]]></category>

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		<description><![CDATA[NAPOLI &#8211; La pizza «egiziana» mette in discussione quella napoletana. A Milano ci sono 119 pizzaioli del paese nordafricano contro 31 campani e solo 10 napoletani ’doc’. A Roma il 18,1% delle pizzerie è gestita da egiziani e il 10% nella giovane provincia di Monza e Brianza. La tradizione resiste ancora a Napoli dove solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-991" style="border-width: 1px; border-color: orange; border-style: solid;" title="Pizza" src="http://www.pizzerienapoli.org/wp-content/uploads/2010/08/7322705-190x130.jpg" alt="I pizzaioli egiziani rubano il mestiere agli italiani... tranne che a Napoli!" width="190" height="129" />NAPOLI &#8211; La pizza «egiziana» mette in discussione quella napoletana. A Milano ci sono 119 pizzaioli del paese nordafricano contro 31 campani e solo 10 napoletani ’doc’. A Roma il 18,1% delle pizzerie è gestita da egiziani e il 10% nella giovane provincia di Monza e Brianza.</p>
<p><span id="more-990"></span><br />
La tradizione resiste ancora a Napoli dove solo due egiziani risultano titolari di un ristorante e nessuno registrato come pizzeria.<br />
È la fotografia che emerge da una elaborazione Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese, al quarto trimestre 2009 e a gennaio 2010, relativamente ai titolari di imprese individuali attive che dichiarano nella attività di impresa di produrre e commercializzare pizza.<br />
<br />
I DATI SULLE IMPRESE STRANIERE IN ITALIA &#8211; La ristorazione straniera in Italia rappresenta il 9,1% del totale tra produzione, bar, caffè, take away e ristoranti, con oltre 13.400 imprese individuali. Di queste 10.142 (il 6,9% del totale stranieri) sono di extracomunitari. Quelle gestite da asiatici sono il 25,6% e in prima linea i cinesi con 2.786 imprese individuali, il 20,8% delle attività di servizi alla ristorazione con titolare straniero. Seguono poi gli arabi (20,6%), per la metà egiziani (con 1.422 imprese, il 10,6% degli stranieri attivi nei servizi alla ristorazione). Proviene invece dall’America Latina quasi un ristoratore straniero su dodici (con oltre 1.000 ditte, il 7,7% totale).</p>
]]></content:encoded>
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